comunicazione / Storytelling: punto di contatto tra narrazione e mercato

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La stazione ferroviaria di una grande città degli anni ’30, un treno in partenza, la fretta di una donna che corre lungo il binario. Lo scontro con un uomo, il colpo di fulmine, la corsa che riprende, con lo sguardo alla ricerca della dolce metà. Lui, polo Lacoste bianca e gli occhi blu come il completo di lei, sa che non può perdere l’amore della sua vita. Inizia una folle e romantica corsa lungo i vagoni del treno, ognuno dei quali trasporta l’audace innamorato in un’epoca differente, fino al salto finale dal tetto del treno che lo riporta ai giorni nostri. In una moderna stazione ferroviaria i giovani amanti si incontrano nuovamente e coronano il loro sogno con un emozionante bacio.





“Life is a beautiful sport, since 1933”, “la vita è uno sport meraviglioso, dal 1933” è lo slogan che chiude la storia di 90 secondi che Lacoste ha usato per raccontare l’azienda, i suoi valori e la qualità del suo prodotto. La polo bianca con il logo del coccodrillo è una costante nello spot pubblicitario, come anche nelle collezioni del brand dal 1933, indice dell’eleganza e della qualità senza tempo che il prodotto Lacoste garantisce. Viene trasmessa, inoltre, la fedeltà dell’azienda ai propri valori, quali il savoir-faire, lo stile, il lusso casual, senza mai dimenticare le origini sportive dell’abbigliamento Lacoste. Ma, ancora più importante, è il grado di coinvolgimento emotivo che questo spot è capace di suscitare. Tra i commenti lasciati dagli utenti sotto il video online, sono in molti ad affermare di non riuscire a smettere di guardarlo, chi con la pelle d’oca, chi con l’idea di voler indossare subito un capo Lacoste. In tal modo l’azienda è riuscita ad entrare non solo nella mente dei consumatori e potenziali clienti, ma direttamente nel loro cuore. Come? Praticando l’arte dello storytelling, dove persuasione e narrazione si sposano, generando un potente strumento di marketing che parla alle emozioni delle persone.


Lo storytelling, come indica la parola stessa, è la narrazione di una storia, in questo caso a servizio del marketing aziendale. Le fiabe di quando eravamo bambini si sono trasformate oggi in uno dei più efficaci mezzi di persuasione, in virtù del fascino che esercitano sulle persone anche in età adulta. Infatti, nonostante gli anni che passano, continuiamo ad incarnare il bisogno elementare umano di sognare e viaggiare con la fantasia, soddisfatto mediante l’ascolto delle storie. Non importa se la narrazione riguarda un’azienda e non è una fiaba di Roald Dahl, ciò che conta è che sappia comunicare delle sensazioni allo stadio più profondo del nostro cervello, quello che comunemente chiamiamo cuore. Sede delle emozioni, il cervello limbico dispone l’ascoltatore ad uno stato mentale di apprendimento, in quanto le sensazioni che la storia genera sono positive. Saper sfruttare abilmente lo storytelling può essere, dunque, la chiave di volta nel marketing aziendale.

Come raccontare la propria azienda?

La stesura di una storia è solo l’ultimo step di un processo ben più complesso che permette all’azienda di raccontarsi. Innanzitutto è importante definire il proprio business: qualificare il prodotto o servizio che si intende offrire sul mercato significa individuare le caratteristiche che lo rendono unico e possono costituire il vantaggio competitivo di cui ogni azienda ha bisogno per vendere. Allo stesso tempo, è fondamentale determinare anche le qualità insite nel brand che marchia il prodotto e dà un nome all’azienda. Esso è, infatti, lo strumento di riconoscimento che permette ai consumatori di identificare l’azienda e, quindi, renderlo portatore di valori consente di collocarsi positivamente nella mente dei consumatori.
Tali elementi sono parte dell’identità aziendale, frutto della linea di pensiero adottata in termini di gestione della propria presenza sul mercato e del proprio modo di relazionarsi con i vari stakeholder.
Inoltre, è importante comprendere come trasformare in contenuto tutto ciò che la propria azienda è e vuol comunicare alle persone. Non solo, la narrazione scelta per raccontarsi dev’essere accattivante, in modo tale da generare un elevato livello di engagement. Attirare l’attenzione del pubblico, attivarne l’interesse e stimolarne la partecipazione e l’azione sono i passi che un buon storytelling deve portare le persone a compiere. E per fare ciò è fondamentale scegliere il tone of voice adatto a raccontare gli elementi aziendali definiti in fase strategica e conforme al target cui s’intende riferirsi.

Perché raccontarsi?

Innanzitutto perché il racconto crea coinvolgimento attraverso la narrazione dei valori di cui l’azienda si fa portatrice.
In primo luogo, sono le persone stesse che danno vita all’azienda a sentirsi parte di un gruppo che ha una propria linea di pensiero condivisa e che offre un universo di valori in cui credere, in nome dei quali svolgere la propria attività.
D’altra parte, sono i potenziali clienti a rimanere piacevolmente coinvolti nella storia che l’azienda racconta, identificando in tale realtà non solo un player di mercato, ma anche un mondo in cui riconoscere i propri valori e quindi a cui affidarsi.
Raccontarsi, quindi, perché lo storytelling dà sostanza all’anima dell’azienda, non più percepita come una realtà che fa della vendita il suo unico scopo, ma che ha a cuore l’essere prima dell’avere, i valori prima delle regole che detta il mercato, le persone prima dei consumatori. Ed è ciò che maggiormente dispone le persone a diventare i più fedeli clienti di un’azienda.
Creatività, strategia e professionalità sono gli ingredienti che Grafì Comunicazione mette a disposizione della tua azienda per la realizzazione di un efficace storytelling

Pensi che la tua azienda abbia bisogno di raccontarsi attraverso lo storytelling?


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Silvia P.