IN SAFARI

 

QUATTRO CHIACCHIERE CON L’AUTORE: ARISTIDE DE MARCHI

” E domani si va in safari nel villaggio di….” è questo l’incipt di una lettera che Padre Ercole De Marchi scrisse da Angal nel lontano 1925. L’idea che i missionari Comboniani avessero adottato il termine che rimanda alla pratica della caccia grossa, il safari, per indicare la loro attività di missione, mi ha, da una parte, sconcertato e, dall’altra, incuriosito. Mi sono messo alla ricerca del significato etimologico della parola. Ho scoperto che safari deriva da una voce swahili, risalente dall’arabo safar che significa “viaggiare”.

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